venerdì 1 ottobre 2010

malinconica ieri rileggendo alcuni scritti di Raimon tra le pagine ho trovato una sua lettera. E' stato un affaccio prezioso nei ricordi. Nel susseguirsi di immagini, poi, dalla Catalunya mi sono ritrovata a ripercorrere i tracciati preferiti dei tempi in cui stavo a Q'osqo. Altra ondata di tristezza nera che mi ha preso lo stomaco. Stanotte ho sognato, incredibilmente!, di prendere a sassate con violenza inaudita uno degli unici due bar al mondo dove mi sono trattenuta volentieri: l'Ayllu di Plaza de Armas. Localino tutto sommato piccolo, ma con soffitti abbastanza alti da renderlo arioso. Risuonava tra quelle mura solo musica classica con pianoforte. Ottimi dolci: il mio preferito lengua de suegra. Che vuol dire lingua di suocera. (Che parte del gusto nel macinarla sotto i denti fosse profeticamente simbolico?) Nel sogno, dapprima, sotto scrosci di pioggia a catinate, ero passata al Varayoc: altro unico bar preferito verso plaza Kusipata. Trovandolo sbarrato, pochi passi più in là sono corsa sotto i portici fino all'Ayllu. Lì mi son data ad atti vandalici per motivi che, in sogno, sono rimasti misteriosi. Al risveglio stamane ero assai turbata.

giovedì 30 settembre 2010

Invitata ad intervenire come relatore ad una table su temi di bioetica, ho declinato.Sto lavorando su altro che mi richiede raccoglimento e tempi solitari. Se parlo io mi disperdo. Sono andata, però, a sentire.
Nell’auditorium in faccia ai conferenzieri stavano una serie di ex belle signore, con le facce dai riflessi un po’ sintetici: lucide, gonfie, con labbrone aggettanti e sguardi stinchi. Nella fila dietro, stavo io. Un sacerdote è partito con un clamoroso fuoritema dando il via ad una tirata moralista contro la reificazione dei corpi a scopi adescatori, per mano della medicina estetica. Il commento sussurrato da chi mi dava le spalle faceva riferimento a seduzioni erotiche, si vede, soddisfacenti, grazie agli artifizi siliconici, che evidentemente non lasciano indifferenti alcuni maschi, incentivatori subliminali di questa chirurgia. La piega della conferenza mi ha deluso. Come fai a dare torto a chi ritiene sia meglio dare il corpo se fai di tutto per dimostrare che l’anima non esiste? certo moralismo pretesco e un po'sessuofobico stomaca...
Non è poi così male quando l’orsitudine imperversa… però ... a pensarci bene...Se il mondo venisse conquistato dagli alieni e il genere umano sparisse che impressione farà,scoperchiando le bare, trovare due palle semitrasparenti e mollicce in zona petto e striscioline di gomma al posto della bocca...?

giovedì 9 settembre 2010

sono giorni fitti di studio e di scrittura... In tema di tutela dei diritti umani c'è un accumularsi soverchiante di concetti spesso ripetitivi, senza sviluppo. Il troppo giuridicizzato che dilaga perdendo di vista la riflessione su cos'è il giusto e perchè lo è, devitalizza il contenuto. Ma non solo il diritto ha smesso di comunicare. Un po' dappertutto c'è chiacchiera, intellettualismo. Anche l'arte s'è fatta maniera, se addirittura non è una presa in giro.
L'eccesso che accatasta opere su opere è una sorta di melma che invece di alimentare pensiero e intuizione li fiacca, impaludandoli. La cultura ha perso consistenza facendosi pulviscolare. E così i corpuscoli inesausti e staripanti di quel che resta della cultura,se non sono insignificanti del tutto, non sono comunque significativi per circoscrivere l'oscurità.

mercoledì 1 settembre 2010

in dissolvenza sulle rive di Manikarnika, scivolare sull'aria.

Scintilla senza sepolcro
sussurro di un'era già estranea.

Vita incisa, recisa
fenditura del tempo

patto di pace: scorre il Gange,
come me
irripetibile

lunedì 30 agosto 2010

La frangia di un sogno felice
mi resta tra le dita per un attimo
poi si riduce in polvere...
...PUF...
dissipare una speranza fino a ridurla in domanda senza risposta
lascia sfiatati
col cuore pieno di crepe.

sabato 28 agosto 2010

non sono attaccata a nessuna cosa. Il vero lusso è la leggerezza in tutti i sensi. Fare a meno di tutto perchè niente ci serve. A due oggetti però tengo,li ho addosso da sempre. Uno è un rosario di lana. Sta inosservato, arrotolato, al posto di un bracciale, sotto il polsino della camicia. I suoi nodi mi scorrono tra le dita qualche migliaio di volte al giorno. Di rito la mattina appena sveglia e la sera prima di addormentarmi, per il resto il quando dipende dai vuoti e pieni della giornata. Accade da 20 anni. Accade da quando l'ho ricevuto in regale da DEKE. Lo conobbi perchè ci inciampai, in senso letterale. Dormiva coricato sul selciato di Assisi, dietro uno spigolo del convento di San Quirico, verso sera. Un groviglio biondo lurido di capelli e barba. Senza bocca e con un accenno di sguardo grigio acciaio,di una distanza siderale. Non ricordo come ma mi seguì in silenzio. In silenzio per due mesi e qualche sorriso per dire sì, che qualcosa andava bene, che le visioni diminuivano. E' uno dei miei incontri esistenziali Deke. Non è possibile ridurre in parole la vicenda del nostro starci accanto. 100 giorni in una comunità di base francescana dove fluiva il mondo di culture e religioni diverse. Dove sperimentavi il verbo fatto carne. Dove grazie a Deke conoscevo la pienezza del silenzio. Un giorno gli tagliai capelli, barba e unghie più lunghi del mondo e comparve qualcuno che al massimo poteva avere tre o quattro anni più di me. Pensavo fosse un vecchio. Era solo stanco e ossuto. Ci fu insegnato annodare il rosario secondo la tradizione ortodossa. Ogni nodo è stretto pregando per il destinatario del rosario che per essere finito richiede tempo. Quello fatto da lui Deke me lo ha regalato. You are my sister in Life: it's your. Siamo stati ore e ore seduti tra l'erba alta dell'uliveto, schiena contro schiena, mentre io per la prima volta sperimentavo la preghiera del cuore, indirizzandola a lui. Provo gratitudine quando ricordo la delicatezza del suo calore umano. Non ci siamo più visti. Prima di rarefarsi del tutto c'è stata una epigrafica corrispondenza. Ma il nostro modo di comunicare non passava da lì. Da allora più tempuscoli di ogni mio giorno gli appartengono. Purtroppo cinque giorni fa, sul bordo mare, ho perduto il rosario. Purtroppo.

venerdì 27 agosto 2010

Sono piuma delle tue ali, raggio del mondo, perchè mi hai benedetta.
Il mio respiro, per te, si fa preghiera