venerdì 8 ottobre 2010

che mai l'amore sia un segreto.
E' un groviglio troppo complicato da incastrare nel silenzio.

domenica 3 ottobre 2010

..................non sempre i sogni sono un'esperienza puramente individuale. Per anni in particolare con mio padre (ma anche con mio figlio) ho fatto sogni condivisi. Bastava accennare a pochi frammenti della notte perchè l'altro immediatamente ricostruisse l'identica atmosfera. Perciò raccontarsi il sogno diventava inutile. Da quando lui è mancato non mi era capitato più, fino a stanotte. Più che un sogno è stato un sofficissimo, tenero incontro, con una prossimità tattile che non può essere incorporea. Luminosi in un modo o nell'altro riescono ad essere i miei giorni. Talvolta anche le notti.

sabato 2 ottobre 2010

da anni mantengo una fitta corrispondenza con un amico conosciuto a Zaguan del Cielo, quartiere del Q'osqo, dove ho vissuto nei miei anni da peruviana. Dopo il sogno in cui si manifestava il vandalo che c'è in me gli ho scritto per raccontarglielo.Ebbene, rispondendomi mi ha sconvolto: il Varayoc l'hanno chiuso e l'Ayllu è stato sfrattato. L'affitto è stato alzato a cifre esponenziali perciò s'è trasferito altrove. Al suo posto olezza McDonald. Spero stanotte di ripetere il sogno...

venerdì 1 ottobre 2010

malinconica ieri rileggendo alcuni scritti di Raimon tra le pagine ho trovato una sua lettera. E' stato un affaccio prezioso nei ricordi. Nel susseguirsi di immagini, poi, dalla Catalunya mi sono ritrovata a ripercorrere i tracciati preferiti dei tempi in cui stavo a Q'osqo. Altra ondata di tristezza nera che mi ha preso lo stomaco. Stanotte ho sognato, incredibilmente!, di prendere a sassate con violenza inaudita uno degli unici due bar al mondo dove mi sono trattenuta volentieri: l'Ayllu di Plaza de Armas. Localino tutto sommato piccolo, ma con soffitti abbastanza alti da renderlo arioso. Risuonava tra quelle mura solo musica classica con pianoforte. Ottimi dolci: il mio preferito lengua de suegra. Che vuol dire lingua di suocera. (Che parte del gusto nel macinarla sotto i denti fosse profeticamente simbolico?) Nel sogno, dapprima, sotto scrosci di pioggia a catinate, ero passata al Varayoc: altro unico bar preferito verso plaza Kusipata. Trovandolo sbarrato, pochi passi più in là sono corsa sotto i portici fino all'Ayllu. Lì mi son data ad atti vandalici per motivi che, in sogno, sono rimasti misteriosi. Al risveglio stamane ero assai turbata.

giovedì 30 settembre 2010

Invitata ad intervenire come relatore ad una table su temi di bioetica, ho declinato.Sto lavorando su altro che mi richiede raccoglimento e tempi solitari. Se parlo io mi disperdo. Sono andata, però, a sentire.
Nell’auditorium in faccia ai conferenzieri stavano una serie di ex belle signore, con le facce dai riflessi un po’ sintetici: lucide, gonfie, con labbrone aggettanti e sguardi stinchi. Nella fila dietro, stavo io. Un sacerdote è partito con un clamoroso fuoritema dando il via ad una tirata moralista contro la reificazione dei corpi a scopi adescatori, per mano della medicina estetica. Il commento sussurrato da chi mi dava le spalle faceva riferimento a seduzioni erotiche, si vede, soddisfacenti, grazie agli artifizi siliconici, che evidentemente non lasciano indifferenti alcuni maschi, incentivatori subliminali di questa chirurgia. La piega della conferenza mi ha deluso. Come fai a dare torto a chi ritiene sia meglio dare il corpo se fai di tutto per dimostrare che l’anima non esiste? certo moralismo pretesco e un po'sessuofobico stomaca...
Non è poi così male quando l’orsitudine imperversa… però ... a pensarci bene...Se il mondo venisse conquistato dagli alieni e il genere umano sparisse che impressione farà,scoperchiando le bare, trovare due palle semitrasparenti e mollicce in zona petto e striscioline di gomma al posto della bocca...?

giovedì 9 settembre 2010

sono giorni fitti di studio e di scrittura... In tema di tutela dei diritti umani c'è un accumularsi soverchiante di concetti spesso ripetitivi, senza sviluppo. Il troppo giuridicizzato che dilaga perdendo di vista la riflessione su cos'è il giusto e perchè lo è, devitalizza il contenuto. Ma non solo il diritto ha smesso di comunicare. Un po' dappertutto c'è chiacchiera, intellettualismo. Anche l'arte s'è fatta maniera, se addirittura non è una presa in giro.
L'eccesso che accatasta opere su opere è una sorta di melma che invece di alimentare pensiero e intuizione li fiacca, impaludandoli. La cultura ha perso consistenza facendosi pulviscolare. E così i corpuscoli inesausti e staripanti di quel che resta della cultura,se non sono insignificanti del tutto, non sono comunque significativi per circoscrivere l'oscurità.

mercoledì 1 settembre 2010

in dissolvenza sulle rive di Manikarnika, scivolare sull'aria.

Scintilla senza sepolcro
sussurro di un'era già estranea.

Vita incisa, recisa
fenditura del tempo

patto di pace: scorre il Gange,
come me
irripetibile