Gironzolando per Lucca, ieri, mi sono imbattuta in un capriccio ai limiti di una meritata sberla. Alla madre. In un'affollatissima e splendida piazza, davanti ad un negozio chiuso, la figlia rivendicava strillando come un'aquila il leccalecca in vendita proprio lì. Per farla breve la golosità dell'urlatrice è stata placata dopo una serie di operazioni ansiose di chi è convinta che si accudisca così...
ho assistito al tipico esempio di equivoco tra desiderio e necessità, e tra necessità e urgenza. Per la proprietà transitiva il desiderio si fa urgente e la sua soddisfazione una necessità
lunedì 26 luglio 2010
A fianco stava una coppia sordomuta, che s’è sfilata l’apparecchio acustico un attimo prima dell’inizio. Se non avessi avuto la fortuna di sedermi proprio in quel posto probabilmente mi sarei limitata ad esserci con le orecchie, senza badare quanto non servissero. Il mio corpo era percorso nella sua interezza: le vibrazioni mi avvolgevano dalla testa ai piedi, come un bendaggio musicale. Stando in prossimità del palcoscenico il pulsare del ritmo e del suono passa dalla pelle e fluisce nelle vene. Si crea un gioco di eco speciale. Loro intonavano dal costato la voce, ne percepivo le note sentendo un delicato “mmm…” utilizzando come vibrafono il corpo. Forse non è così vero che impariamo l’uso della voce per imitazione delle voci che vengono da fuori. A pensarci bene la Parola passa attraverso un’esperienza primordiale (…mi viene in mente anche… “in principio era il Verbo”…), fatta di battito cardiaco, sangue che scorre, rumori, pensieri della mamma che si raccontano al figlio che le cresce nella pancia, suoni e silenzi. Erano lì per sentire, mica per ascoltare, i miei vicini di concerto. E senza saperlo hanno accompagnato anche me.
domenica 25 luglio 2010
Ribaltare il momento iniziale delle sensazioni che sfociano nei sensi e appaiono nei sensi, e non più i sensi che danno impressioni.
Lo spazio dove sto, così, vibra di un'altra impressione
e appare tutto
sotto nuova luce.
Brezza, luna piena, rapimento.
Vetrosa, Norah Jones, ieri notte levigava Piazza S. Marco.
Seduta in sesta fila convibrava con la musica
il mio corpo . seduti accanto ma la distanza è siderale
Lo spazio dove sto, così, vibra di un'altra impressione
e appare tutto
sotto nuova luce.
Brezza, luna piena, rapimento.
Vetrosa, Norah Jones, ieri notte levigava Piazza S. Marco.
Seduta in sesta fila convibrava con la musica
il mio corpo . seduti accanto ma la distanza è siderale
sabato 24 luglio 2010
dei miei bambini uno di profetico ha non solo il suo nome. In Chiesa, seduto nelle prime file, sente la frase: "Siamo fatti ad immagine e somiglianza di DIo", e si sbalordisce. Il frate nota l'espressione tra l'esclamativo e l'interrogativo e gli accosta il microfono invitandolo a dire quello che pensa. E Lui: " DAVVERO DIO S'E' SCELTO PROPRIO LA MIA FACCIA?!". IL giorno prima avevamo fatto insieme il ripasso matematico della proprietà commutativa...
venerdì 23 luglio 2010
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